Assenza di parole

Mi son circondata d’un armatura di parole, pragmatica e flessibile.

Com’avvolta in un continuo riciclo di lessico. La parola giusta da usare nel momento opportuno. La parola che suona rendendo il proprio significato; quella che tronca la frase, quella che apre il discorso e quella che scava la ferita e vi posa il sale.

Il mondo rispecchia le parole che gl’abbiam affibbiato. Si compon di parole; ogn’oggetto è composto di parole.

Tavolo, lungo, tondo, spigolo, bicchiere, cazzo, inaspettato, improvviso, frettoloso, troia, rapido, lento, ancora. Fallo ancora, ti prego.

Descrivo l’universo cercandone le parole, dilungandomi per ore nel descrivere il granello che crea il nulla, rendendolo disordine per potermi perdere ancora nel renderlo lineare.

Portando il mio cervello al limite della noia ed al culmine dell’eccitazione nel perdermi dietro al suono delle lettere ed alla composizione delle frasi.

Spaccandomi il cranio, estraendone il cervello e togliendovi ogni fluido si troverebbe una piccola versione di me accasciata sotto ad un cumulo di parole; una piccola versione di me ch’osserva nascosta in un angolo un mondo creato di parole. Oggetti resi solidi dalla loro descrizione compressa in stupidi confini che chiudono le menti.

Emicrania e caos. Parole che s’accumulano sull’incessante ronzio dato dalle emicranie, parole che risvegliano e rendono responsabilità le azioni. Parole che rovinano l’impulso, che traviano la natura e snaturano l’essere a favore della razionalità. Parole che riscuotono i sensi e ti riportano allo stato primordiale senz’alcun preavviso e senz’alcuna richiesta. Così, perché è per quello che stan lì.

Poi il silenzio.

Il tocco sfuggente d’uno sguardo scuro che si nasconde nelle nebbie e lascia la propria scia nel completo silenzio. Lascia l’impronta senz’alcuna traccia. Scuote i sensi. Concentra l’attenzione nel seguire quel filo, quella scia, quel filo dorato.

Fili dorati che vanno a sostituire le parole, che m’avvolgono ed è come in quei sogni.  Quei sogni in cui niente è pesante e ti senti galleggiare.

Il silenzio.

La totale assenza di lessico nel cercar di dar forma a muti pensieri che confondono la mia mente. Avranno il coltello al 12? Credo di no.

Fili dorati ch’eliminano le parole.

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